Vigilanza durante ricreazione - STUDIATO PER CHI STUDIA

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Considerazioni sulla vigilanza durante la pausa dell'intervallo/ricreazione
di G.Genzardi e M.Genzardi

 
 


Introduzione

In giurisprudenza è ormai acquisito il principio che con l'accoglimento della domanda di iscrizione e la conseguente ammissione dell'allievo a scuola, l'Istituzione scolastica è obbligata a vigilare sulla sicurezza e sull'incolumità dell'alunno
per tutto il tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, in tutte le sue espressioni (Cass. n. 3680/2011).
Pertanto l'obbligo di vigilanza permane dall'ingresso degli allievi nei locali della scuola fino all'orario di uscita -compreso il periodo dedicato alla ricreazione (Cass. n. 2590/1972; n. 2342/1977)-, permane cioè fino al subentro
almeno potenziale dei genitori o di persona da costoro incaricata (Cass. III n. 5424/1986; n. 1623/1994; n. 13125/1997; n. 3074/1999).

Riguardo alla vigilanza durante la pausa di ricreazione, il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, richiamando il quadro normativo di riferimento e gli orientamenti giurisprudenziali in materia di vigilanza degli alunni, scrive "è da escludere la legittimità di disposizioni interne all’istituto che comportino la richiesta ai genitori degli alunni minorenni di "autorizzazioni" a far svolgere tale intervallo fuori dall’edificio scolastico e dalle sue pertinenze e, in ogni caso, con modalità che non assicurino la vigilanza degli allievi.
Nel gergo in uso tali autorizzazioni sono definite "liberatorie" perché si sostanziano in formule di esonero da responsabilità dell’Amministrazione scolastica per gli eventuali danni conseguenti alla descritta situazione. Al contrario dette "liberatorie", non solo non costituiscono cause esimenti la responsabilità dell’Istituzione Scolastica, ma integrano, in un eventuale giudizio risarcitorio, elemento probatorio di responsabilità, risolvendosi in un’implicita ammissione dell’omessa vigilanza sugli alunni
" (circolare del 2005 alle Istituzioni Scolastiche -Prot. n.5227/C41/S.P).

A questo proposito si veda quanto dichiarato da una sentenza della Cassazione che definisce l'
incolumità degli allievi minorenni "bene" di cui nemmeno la potestà genitoriale (patria potestà) può disporre: "non possono costituire esimente della responsabilità dell'istituto, e del suo incaricato, le eventuali disposizioni date dai genitori di lasciare il minore senza sorveglianza in luogo dove possa trovarsi in situazione di pericolo: l'istituto o il suo incaricato, ha il dovere di sorveglianza al fine di tutelare l'incolumità del minore, perciò, non può essere  esentato da questo dovere da disposizioni impartite dai genitori che siano potenzialmente pregiudizievoli per quella incolumità […] non potendo i genitori disporre dell'incolumità, eventualmente pregiudicabile, del figlio minore" (Cassazione Sez. III n. 5424/1986).

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  • Responsabilità del docente



 
 
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